Che il ruolo  del "Corriere della Sera" sia stato determinante nel favorire l'intervento italiano alla Prima Guerra Mondiale è ancora oggi argomento controverso fra gli storici. Certo è che, all'inizio delle ostilità, il sostegno del giornale alla causa dell'interventismo non sembrava affatto scontato.
 Il direttore, Luigi Albertini, si convinse piuttosto in ritardo, nonostante vivesse in un'atmosfera, quella del suo stesso giornale, intrisa di nazionalismo. In una lettera del 7 maggio 1914 egli ancora scriveva : "Noi che siamo sempre stati triplicisti, noi che ripetutamente siamo stati accusati di austrofilia, se un bel giorno non abbiamo ritegno e lanciamo contro l'Austria grida così acute, possiamo creare una situazione veramente gravissima" .

"La Lettura" è la rivista mensile che il  "Corriere della Sera" pubblica a partire dal 1901. Con quesa testata si voleva realizzare un tipo di periodico  nuovo per l' Italia: la rivista culturale a grande tiratura, ispirata ai magazines inglesi e americani. Pertanto, a differenza della popolare "Domenica del Corriere",  la pubblicazione era indirizzata  ad un pubblico di ceto medio-alto, rappresentato idealmente  dalla borghesia imprenditoriale milanese. 

  


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 cfr. G. LICATA, Storia del "Corriere della Sera", Milano, Rizzoli, 1976

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